Calcolo dei termini per il passaggio in giudicato, Pinto su Sentenza della Corte d’Appello

Il periodo entro cui si può presentare un ricorso per Cassazione è disciplinato dall’articolo 325 del Codice di Procedura Civile. Questo articolo specifica che il termine per presentare appelli, revocazioni e opposizioni di terzo, come indicato nell’articolo 404, comma secondo, è di trenta giorni. Tale durata si applica anche per la revocazione e l’opposizione di terzo contro le sentenze delle corti d’appello.

Per quanto riguarda il ricorso per Cassazione, l’articolo 325 c.p.c. stabilisce un termine di sessanta giorni. Questo periodo è noto come “termine breve” e ha lo scopo di limitare l’incertezza sui rapporti giuridici interessati dalla sentenza, evitando che questi rimangano in sospeso per un tempo eccessivo.

In aggiunta, il Codice di Procedura Civile prevede un “termine lungo” per le impugnazioni di tipo ordinario. Questo “termine lungo” scade sei mesi dopo la pubblicazione della sentenza. Tale disposizione è contenuta nell’articolo 327 c.p.c., che regola la decadenza dall’impugnazione.

Termine breve: 60 giorni

Termine lungo: 6 mesi

art 327 c.p.c.

“Indipendentemente dalla notificazione (1), l’appello, il ricorso per cassazione e la revocazione per i motivi indicati nei numeri 4 e 5 dell’articolo 395 non possono proporsi dopo decorsi sei mesi dalla pubblicazione della sentenza 124 secondo comma, 129 terzo comma, disp. att..

Questa disposizione non si applica quando la parte contumace [291 c.p.c. ss.] dimostra di non aver avuto conoscenza del processo per nullità della citazione [164] o della notificazione di essa, e per nullità della notificazione degli atti di cui all’articolo 292 (3).”

(1) L’articolo discusso trova applicazione sia in situazioni dove non avviene la notificazione della sentenza, sia nei casi in cui la notifica risulta nulla, come ad esempio quando viene effettuata direttamente alla parte anziché al procuratore legalmente designato.

(2) La modifica del termine è stata introdotta con la legge del 18 giugno 2009, n. 69, che ha sostituito il precedente termine annuale. Questo termine, definito come “termine lungo” per distinguerlo dal “termine breve” previsto dall’art. 325 del c.p.c., stabilisce il limite temporale oltre il quale non è più possibile avvalersi del rimedio impugnatorio ordinario. È importante notare che questo termine non si applica ai mezzi di impugnazione straordinari né al regolamento di competenza. Come il termine breve, anche il termine lungo è soggetto alla sospensione dei termini processuali durante il periodo feriale, che va dal 1° agosto al 31 agosto di ogni anno.

(3) Il contumace è tenuto a dimostrare non solo la nullità della citazione o della notificazione, ma anche l’ignoranza del processo dovuta a tale nullità. Recentemente, però, la giurisprudenza di legittimità ha preso una posizione diversa, sostenendo che la conoscenza del processo da parte del contumace può essere accertata anche d’ufficio, data l’importanza pubblicistica della decadenza che ne consegue.