Legge Pinto: Liquidazione – pagamento indennizzi e spese legali

Preliminarmente è necessario fare un distinguo tra i diversi soggetti resistenti, poiché per ognuno di essi è prevista una diversa modalità di liquidazione.

  • Ministero della Giustizia
  • Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF)

Liquidazione del Ministero della giustizia

A seguito della condanna del Ministero della giustizia, convenuto in giudizio ex L. Pinto provvede il medesimo Ministero così come previsto con il capitolo 1264 (“Somma occorrente per far fronte alle spese derivanti dai ricorsi proposti dagli aventi diritto ai fini dell’equa riparazione dei danni subiti in caso di violazione del termine ragionevole del processo”), gestito dal Dipartimento per gli affari di giustizia.

In considerazione dell’elevato numero di condanne riportate dal Ministero della giustizia nei contenziosi ex lege n. 89/2001, il Dipartimento per gli affari di giustizia, sin dall’aprile 2005, ha delegato la liquidazione delle somme alle singole Corti di appello, “in un’ottica di decentramento e decongestione”, con relativo accreditamento di fondi prelevati dal capitolo 1264.

Pertanto l’effettiva liquidazione spessa all’Ufficio Ragioneria della Corte di Appello che ha emesso il decreto di condanna, anche con riferimento alle sentenze emesse dalla Corte di Cassazione ed all’esecuzione delle sentenze emesse dai giudici amministrativi per l’ottemperanza di provvedimenti decisori di cui alla legge n. 89/2001 e depositate dal primo ottobre 2013.

Cosa fare ottenuto il decreto di liquidazione ?

Procedere con la notifica del decreto (immediatamente esecutivo ex lege) unitamente al ricorso ed alla procura nei termini a parte resistente; atteso lo spirare dei termini di opposizione, richiedere il corrispondente certificato di mancata opposizione, quindi istruire la dichiarazione di liquidazione. Infatti, con l’introduzione della legge di stabilità 2016, il creditore ha l’onere di rilasciare all’amministrazione debitrice, ex art. 5 sexies Legge 89/01, una dichiarazione, ai sensi degli articoli 46 e 47 d.p.r. n.445/2000, attestante:

  • la mancata riscossione di somme per il medesimo titolo
  • l’esercizio di azioni giudiziarie per lo stesso credito
  • l’ammontare degli importi che l’amministrazione è ancora tenuta a corrispondere
  • la modalità di riscossione prescelta

Tale dichiarazione, con la relativa documentazione, dovrà essere inviata

  • all’ufficio ragioneria della Corte di Appello competente, laddove delegata al pagamento sia la Corte di Appello che ha emesso il decreto;
  • al Ministero della Giustizia relativamente ai decreti depositato a far data dal 1.09.2015 dalle nove Corti di Appello suddette rientranti nell’ambito dell’Accordo con Banca Italia e, perciò, in carico all’Amministrazione Centrale.


Con decreto del Capo Dipartimento per gli affari di giustizia del 28 ottobre 2016 sono stati approvati, ai sensi dell’art.5 sexies, comma 3, legge n.89/2001, i seguenti modelli di dichiarazione denominati:

  1. mod. Pinto persona fisica
  2. mod. Pinto persona giuridica
  3. mod. Pinto antistatario
  4. mod. DSAN-eredi da utilizzare per il pagamento

Per facilitare la lavorazione da parte dell’Ufficio, è preferibile che i modelli vengano compilati con l’ausilio di programmi di videoscrittura (es. Microsoft Word ecc.) e non manualmente.

Liquidazione del Ministero dell’economia e delle Finanze (MEF)

Preliminarmente preme evidenziare che il Ministero dell’economia e delle finanze procede alla liquidazione degli indennizzi in caso di pronunce emesse nei suoi confronti e nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri (art. 55 del D.L. 83/2012, convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134 di interpretazione autentica dell’art. 1, comma 1225, della L. 27 dicembre 2006, n. 296) mentre come sì innanzi detto, il Ministero della Giustizia è competente per la liquidazione per violazione del termine di ragionevole durata di procedimenti del giudice ordinario.

Pertanto, a seguito della condanna del MEF, convenuto in giudizio è competente ai sensi della L. 89/2001 (c.d. legge Pinto) per l’emissione di ordini di pagamento conseguenti a decreti di condanna di Corti d’appello e sentenze di Corte di Cassazione per violazione del termine ragionevole di durata dei processi instaurati presso i TAR, il Consiglio di Stato, il Consiglio per la giustizia amministrativa per la Regione Siciliana e le Sezioni giurisdizionali della Corte dei conti l’Ufficio X della Direzione dei servizi erogati alle amministrazione e ai terzi presso il MEF.

Viceversa, per i procedimenti instaurati innanzi alle Commissioni tributarie è competente l’Ufficio IX della Direzione dei servizi erogati alle amministrazione e ai terzi.

Quindi, una volta ottenuto il decreto di condanna del Mef si procederà alla relativa notifica ed in caso di mancata opposizione, certificata dalla competente cancelleria potrà procedersi alla redazione della dichiarazione di liquidazione.

Gli uffici del Mef dovranno procedere all’emissione dell’ordine di pagamento entro 6 (sei) mesi dalla data di ricezione della documentazione di cui all’articolo 5 sexies della legge n. 89/2001.

Detto termine non inizia a decorrere in caso di mancata, incompleta o irregolare trasmissione della stessa.

Pertanto, a seguito dell’inoltro è opportuno contattare gli uffici per verificare la stessa sia stata correttamente protocollata.

Moduli di liquidazione MEF

Con il decreto n.120738 del 28 ottobre 2016 del Capo del Dipartimento dell’amministrazione generale del personale e dei servizi sono stati approvati i modelli di dichiarazione ai sensi dell’articolo 5 sexies della Legge 24 marzo 2001, n. 89 (legge Pinto), introdotto dall’articolo 1, comma 777, della legge 28 dicembre 2015, n.208 (Legge di stabilità 2016).

Per entrambi i procedimenti la documentazione dovrà essere inviata all’indirizzo di posta elettronica certificata istituzionale della Direzione (dcst.dag@pec.mef.gov.it) utilizzando esclusivamente i seguenti modelli di dichiarazione, secondo la ripartizione delle competenze sopra indicata.
In alternativa, i singoli ricorrenti potranno inviare la documentazione anche all’indirizzo di posta ordinaria:
Direzione dei servizi erogati alle amministrazioni e ai terzi – Via XX Settembre, 97, 00187 Roma

Per i soli procedimenti per cui è competente l’ufficio X, notificati dopo il 30 aprile 2018, la documentazione dovrà pervenire alla casella di posta elettronica certificata istituzionale stralcioleggepinto@pec.mef.gov.it.

Ai fini dell’emissione degli ordini di pagamento gli Uffici acquisiscono:

  • copia fotostatica di un documento di identità in corso di validità del dichiarante;
  • copia del tesserino del codice fiscale o tesserino sanitario del dichiarante;
  • ogni ulteriore documento espressamente previsto dalla seguente modulistica a seconda dell’Ufficio competente e sensi dell’ art. 5 sexies della legge 24 marzo 2001, n. 89, come modificata dall’art. 1, co. 777 della Legge 28 dicembre 2015, n. 208:

16 thoughts on “Legge Pinto: Liquidazione – pagamento indennizzi e spese legali”

  1. Gentile Collega vorrei sapere se e’ corretto notificare via PEC all’Avvocatura competente il Decreto e il ricorso per equa riparazione estraendoli direttamente dal fascicolo informatico?
    Se si, dopo quanto tempo occorre notificare lo stesso Decreto munito di formula esecutiva al Ministero?
    Grazie

    1. Egregio Collega la notifica del ricorso unitamente al decreto estratto da fascicolo devono essere eseguita all’avvocatura distrettuale competente, per completezza può essere notificato anche al Ministero. Decorsi i termini di mancata opposizione può essere richiesto il Certificato di non opposizione e la copia esecutiva per la fase liquidatoria.

  2. Salve io ho una sentenza per la legge pinto dove il ministero dovrebbe pagarmi come faccio a sapere quando verrò pagato dato che sono passati svariati anni?

  3. Dovrei ricevere dei soldi a seguito di una sentenza per legge Pinto la mia domanda è stata inoltrata dal mio avvocato novembre 2019 ,il quale mi dice che potrebbero passa anche 2 anni dall inoltrato dei documenti

  4. Buongiorno, io ho ricevuto il risarcimento, ma poi subito dopo mi arrivato la parcella dell’associazione che ha curato la pratica che supera il 50℅ della cifra percepita…
    Chiedevo, ma gli avvocati non vengono pagati a parte….. Grazie

    1. Buongiorno a Lei, gli avvocati sono tenuti a considerare le tabelle forensi ministeriali nella determinazione dei propri compensi. Inoltre, il c.d. patto di quota lite, soprattutto nella circostanza in cui dovesse onerare il cliente al pagamento di somme eccedenti le ridette tabelle, può essere dichiarato nullo, oltre che potrebbe esporre l’avvocato ad un richiamo deontologico.

  5. Con un decreto di condanna per equa riparazione (l.PINTO), emesso dalla Corte d’appello di Perugia a carico del Ministero della Giustizia, depositata in data 12 settembre 2018 e notificata nei termini previsti a cura dello studio legale che mi rappresenta, considerato che per norma è stabilito che il pagamento deve avvenire entro 120 giorni (sei mesi) dalla ricezione della relativa documentazione dei ricorrenti atta alla liquidazione del risarcimento da parte del suddetto Ministero, a tutt’oggi, e ad oltre quattro anni dalla sentenza di cui trattasi, ancora non è stato provveduto al pagamento della somma sancita in decreto.

    1. I Decreti raramente vengono liquidati entro i sei mesi, sono spesso necessari anni. Devo dire che con le nuove procedure mediante piattaforma i tempi si sono accorciati ma il problema rimane per i Decreti “vecchi”. E’ buona norma rinnovare le istanze di liquidazione con frequenza semestrale presso le pec istituzionali.

  6. Aspetto risarcimento legge Pinto sentenza emessa dalla corte appello di Perugia la stessa domanda è stata inoltrata dal mio avvocato nell’anno 2017 ad oggi ancora in attesa che venga pagata se possibile sapere una data certa per il pagamento grazie

  7. Aspettiamo pagamento dal mef dal 2017, il mio avvocato vuole fare il giudizio di ottemperanza, con naturalmente piu’ esborsi per le spese legali.
    Come fare per sapere quando ci pagheranno e a chi chiamare

    1. Principalmente converrebbe inoltrare semestralmente dei solleciti di liquidazione alle pec istituzioni. Inoltre il giudizio per ottemperanza è senza dubbio una buona strada, in alcuni casi, per accelerare i tempi. Da tener in conto che spesso, pur accogliendo la domanda, vengono compensate le spese legali, per cui gli oneri del tar, ricadono sul cittadino (oltre il danno la beffa !) .

  8. Senta gentilmente io ho ricevuto la liquidazione della legge Pinto circa 4.000 euri perché l’avvocato mi chiede la parcella a suo favore di euro 1.200 l’avvocato a mio parere non è stata pagata già la parcella dal Ministero competente. È giusto che la debba pagare . Grazie se vuole darmi la risposta.

    1. Ogni avvocato, nel rispetto dei parametri ministeriali forensi, può presentare al cliente la parcella che ritiene opportuna. Quanto riconosciuto nei Decreti di accoglimento dalla molteplicità dei Giudici italiani quale condanna al Ministero a titolo di onorario è indecoroso, offensivo e meriterebbe un moto di orgoglio degli Organismi forensi anche a tutela dei cittadini che viceversa si trovano costretti, come nel suo caso, ad integrare con loro mezzi, l’onorario del professionista incaricato. Ad ogni buon conto è dovere dell’avvocato presentare un preventivo di spesa (di massima) in sede di conferimento di incarico.

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